Ex asso dell’aviazione, spia internazionale, Vendicatrice, Difensore ed avventuriera spaziale, dopo essere stata esposta ad un macchinario alieno che le ha donato una forza sovrumana, il potere di volare e quello di emettere od assorbire energia,Carol Danvers è...

 

#16 – Ancora una volta, con passione

di Fabio Furlanetto

 

Zona Blu della Luna

Capitan Marvel raggiunge la superficie lunare tenendo tra le braccia Nemesi, la misteriosa eroina canadese che è piombata senza preavviso nella sua vita.

-Wow. Déjà vu. – commenta una seconda Capitan Marvel, atterrata sulla Luna assieme a lei. A prima vista, le due donne sono identiche in tutto e per tutto.

-Smettila di dirlo. – le dice l’altra Capitan Marvel, toccando la cupola completamente nera che protegge la base dello S.W.O.R.D. - Questa barriera significa che è stato ordinato un Allarme Nero e la base è in quarantena: niente può entrare e soprattutto niente di uscire.

-Lo so, lo so. – commenta la seconda Capitan Marvel, strappando dalle mani di Nemesi la sua spada ed usandola per conficcarla nella barriera.

-Sei impazzita!? – le dice la prima Capitan Marvel.

-Non proprio. L’ultima volta io e Nemesi siamo entrate proprio grazie alla spada. [1] Ci basterà toccarla e finiremo dall’altra parte.

-Sicura? E come funziona?

-E che ne so, è Dane l’esperto di spade magiche, mica io. Cioè, mica noi.

Nemesi agita le braccia per attirare la loro attenzione. Una delle due Capitan Marvel estrae dalla cintura del costume una piccola ricetrasmittente, lanciandola a Nemesi; la sua controparte la distrugge con un raggio energetico prima che l’eroina canadese possa afferrarla.

-Che stai facendo!? Siamo ai confini della Zona Blu, ha bisogno di una trasmittente per parlarci via radio!

-Non se la lasciamo qui fuori.

-Credevo avessi detto che abbiamo bisogno di lei!

-Abbiamo bisogno della sua spada per entrare. L’ultima volta Thanos ha usato la sua spada per oltrepassare la barriera; è meglio se la lasciamo qui.

-Se lo dici tu. – dice la prima Capitan Marvel facendo spallucce, prima che le due donne tocchino la spada allo stesso momento.

Nemesi impreca ripetutamente, ma in assenza di un’atmosfera nessuno può sentirla. Afferra la spada e cerca di usarla per aprirsi un varco, ma senza la forza sovrumana del capitano non può smuoverla di un solo centimetro.

Si siede quindi sulla superficie nuda della Luna e sospira. Sarà una lunga, lunga nottata.

 

Base lunare dello S.W.O.R.D.

Una delle mani di Capitan Marvel si illumina per gettare un po’ di luce nella struttura, e subito se ne pente. Qualcosa sfonda il muro più vicino per saltarle addosso: qualcosa di umanoide, rosso e nero, con lunghe lame aguzze che fuoriescono dalle dita.

-Ah, giusto. Dimenticavo. – commenta la seconda Capitan Marvel, colpendo l’essere con una potente scarica di energia sufficiente a far crollare il mostro a terra. Un mostro che la sua controparte riconosce all’istante.

-Carnage? Ti eri dimenticata che sulla base c’era Carnage!?

-Hey, dal mio punto di vista sono passati diversi mesi dall’ultima volta che sono stata qui, okay? Ne ho passate parecchie più di te.

-Guarda che non è una competizione! – protesta la prima Capitan Marvel, colpendo Carnage con un’altra scarica non appena quest’ultimo si rialza e poi commentando:

-Fammi indovinare: ti eri dimenticata che una scarica non sarebbe bastata?

-Più o meno. Se non altro questa volta ce n’è uno solo!

Carnage si rialza una seconda volta, ma in modo completamente diverso: il suo corpo si divide in due, ed in pochi istanti si ritrovano di fronte due Carnage altrettanto assetati di sangue.

-Non credo che il vero Carnage potesse farlo, e poi non ha aperto bocca. Copia dell’originale?

-Qualcosa del genere. Non è che ci siano stati tanti convenevoli l’ultima volta. – risponde la seconda Capitan Marvel, porgendo il palmo della mano verso i due Carnage e scatenando una scarica di energia così potente da far chiudere gli occhi persino alla sua controparte temporale.

Quando li riapre, ci sono due ombre di cenere di fronte alle due eroine.

-Cosa accidenti è stato?

-Non sono resistenti quanto l’originale.

-Intendevo quella scarica. Non posso generare così tanta energia in un colpo solo da...

-Dai tempi di Binary, sì, lo so. Restare in ibernazione ha avuto i suoi vantaggi: ho assorbito una tonnellata di energia.

-Meno male che non era una competizione. Se hai finito di vantarti, adesso cosa facciamo? Contattiamo la Brand?

-No, l’ho fatto l’ultima volta, la Brand e gli agenti al suo fianco ne escono vivi. E’ il resto della squadra che dobbiamo salvare! – dice la seconda Capitan Marvel, mettendosi in volo.

La sua controparte la segue con una certa riluttanza.

-Ma sono proprio così insopportabile come caposquadra? – si chiede.

 

Al livello più basso

La maggior parte delle forze d’invasione si sono concentrate qui.

L’intero livello è protetto da un campo che impedisce la maggior parte dei sistemi di teletrasporto, ma i Carnage sono riusciti ad apparire in punti disparati della stazione e a farsi strada.

La loro strategia ha però incontrato un ostacolo, o meglio due: Starlight e Hyperion stanno incenerendo un Carnage dopo l’altro con raggi radioattivi e vista calorifica.

Considerata la quantità di Carnage che si è abbattuta sulla stazione, nemmeno loro due possono sconfiggerli tutti quanti. I corridoi sarebbero cosparsi di agenti S.W.O.R.D. brutalmente maciullati... se l’esercito di simbionti non si fosse trovato fra due fronti.

-Capitan Marvel! E... Capitan Marvel? – dice Starlight, confusa dalla vista di due Carol Danvers che atterrano davanti a lei.

-E’ una lunga storia. Li abbiamo presi tutti? – domanda una delle due. In realtà lo sta chiedendo alla propria controparte dal futuro, ma a rispondere è Hyperion:

-Sto controllando la stazione con la mia iper-vista: ce ne sono ancora parecchi, ma sembra che non si stiano più dirigendo qui.

-E’ troppo sperare che si siano arresi, vero? – chiede Starlight.

-Temo di sì, ma sembra che siano diventati più stupidi – dice Hyperion, voltandosi verso la cella che conduce alla prigione di Thanos e soffiando così forte da scatenare un mini-uragano.

Ci vorrebbe ben altro per distruggere la porta della cella, ma è più che sufficiente a sollevare da terra un uomo fatto di pietra e scagliarlo con forza contro la parete. Starlight è sorpresa non dal fatto che il suo collega possa farlo, ma perché fino a quando non ha utilizzato l’iper-soffio l’uomo di pietra era completamente invisibile.

-Lo riconosco, si chiama Gargoyle. Da quando può diventare invisibile?

-Un induttore di immagini. Peccato non nascondesse il rumore dei suoi passi al mio iper-udito – spiega Hyperion, usando una scarica di raggi ottici per distruggere il dispositivo che Gargoyle porta alla cintura. Il super-criminale si rialza, barcollante ma illeso.

-O forse ero solo una distrazione – suggerisce, sopprimendo un sorriso.

Un altro Carnage raggiunge il livello sfondando il soffitto; prima ancora di rendersi veramente conto che il suo aspetto è diverso da quello degli altri, Hyperion lo colpisce con un raggio oculare.

E’ sufficiente a liquefare il simbionte, ma non la donna che lo indossa: Proxima Media Nox.

Potrebbe colpire Hyperion di sorpresa, come in effetti ha fatto la prima volta in cui si è svolta questa invasione... ma stavolta viene fermata da un pugno sul naso, cortesia di Capitan Marvel.

-Bel piano, Proxima. Non vedevo l’ora di rovinartelo una seconda volta.

-Grazie per l’assistenza, Capitano! Lascia che sia io a... – chiede Hyperion, immediatamente interrotto dalle due bionde che gli dicono all’unisono:

-Neanche per sogno! Proxima è mia!!!

Nonostante la sua forza titanica, Proxima è completamente impreparata a dover gestire un assalto coordinato di due Capitan Marvel.

Come se non bastasse, dato che in questa iterazione Proxima non ha messo al tappeto Starlight, l’eroina russa ha il tempo di bloccare Gargoyle prima che trasmuti Hyperion in roccia.

-Non pensarci neanche! – lo avverte, lanciando una scarica di energia concentrata abbastanza potente da disintegrargli completamente il polso, lasciando cadere a terra una mano mozzata di roccia.

-No! Non potete fermare... – dice Proxima, interrotta a metà frase da un calcio allo stomaco.

-Devo ammettere che il viaggio nel tempo ha i suoi vantaggi! – dice Capitan Marvel, afferrando l’aliena per i capelli ed usando tutta la propria forza per spingerle la testa addosso al pugno a piena potenza scagliato dalla seconda Capitan Marvel.

Il risultato è una Proxima Media Nox che si accascia a terra con mascella e naso rotti, sputando denti e sangue blu.

-Era proprio necessario usare così tanta violenza? – chiede Hyperion.

-Sì. – rispondono senza esitare le due Capitan Marvel.

-Penso che ci dobbiate un po’ di spiegazioni. Chi di voi due è veramente Capitan Marvel? – chiede Starlight.

-Tutte e due. Lei è solo quella più vecchia. – risponde una delle due.

-Hey! Solo di qualche mese! – risponde l’altra.

-Per quanto sia una storia interessante, sarà meglio mettere al sicuro la stazione prima di discuterne. Chissà quanto altre copie di Carnage ci sono in giro. – commenta Hyperion, guardandosi attorno con l’iper-vista... e notando che manca qualcosa: la mano recisa di Gargoyle.

-Uhm... qualcuno ha visto una mano?

Nessuno risponde: l’immagine della porta che conduce alla prigione di Thanos che si trasmuta lentamente in pietra riempie le loro menti di paura.

-Oh no. No no no!!! Come diavolo avete fatto!? – chiede la Capitan Marvel del futuro, osservando Proxima Media Nox. Nonostante la faccia completamente sfasciata, riesce ancora a ridere.

-Credevi che sprecassi soldati solo per uccidere degli umani? Disattivare gli inibitori di teletrasporto era la nostra... – si mette a spiegare, interrotta da un calcio in faccia del Capitano che le fa perdere i sensi una volta per tutte.

Terrore, rabbia e confusione si mescolano nel cuore delle due Capitan Marvel quando qualcosa esce dall’ombra permanente della prigione nascosta nelle fondamenta della stazione lunare.

Qualcosa dalla pelle viola.

-Colpitelo con tutto quello che avete!!! – grida una delle due. Non ha importanza quale: Thanos di Titano viene investito da un fiume in piena di distruzione quando le energie delle due Carol Danvers si mescolano a quelle di Starlight e Hyperion.

Thanos aspetta con la massima calma che i suoi avversari rimangano senza fiato. Quando la tempesta di energia si affievolisce, non c’è un solo graffio sul suo corpo.

-Ti sei rivelata irritante quanto il tuo predecessore, Capitano, ma hai anche ottenuto il mio rispetto. Ti concederò io stesso di incontrare la Morte.

-Non se ti fermerò prima!!! – grida Hyperion, volando verso Thanos per colpirlo con un gancio destro. Nonostante la sua stazza, Thanos è sufficientemente veloce da evitarlo.

-Ah. Un volontario.

Il pugno scagliato da Thanos fa tremare l’intera base: Hyperion oltrepassa un muro dopo l’altro, senza esserne rallentato fino a quando non sbatte a tutta velocità contro la barriera che circonda la base.

Nel frattempo Starlight ed una delle due Capitan Marvel cercano di tenere a bada Thanos, mentre la controparte di Carol che ha già vissuto tutto questo inizia a chiedersi se non sia inutile... sa per esperienza che Thanos è troppo potente per poter essere fermato fisicamente.

-Vuoi deciderti a dare una mano anche tu!? – le chiede l’altra Capitan Marvel, distraendosi nel momento peggiore: Thanos la colpisce.

Soltanto trovarsi nelle vicinanze dell’onda di pressione di colossale potenza fa perdere i sensi a Starlight. Il corpo di Capitan Marvel è una pagliuzza in un uragano mentre distrugge ogni singolo muro sulla sua strada, oltrepassando tutti i livelli della stazione, e l’unico motivo per cui non viene scagliata nello spazio è che il campo di isolamento è ancora attivo.

Il cosiddetto Titano Folle si erge sopra la seconda Capitan Marvel, pronto in tutto e per tutto a continuare la lotta... ma lei non muove un muscolo.

-Il suicidio è una scelta ammirevole, Capitano, ma da te non me lo aspettavo.

-Abbiamo già fatto tutto questo.

-I viaggi nel tempo non mi sono sconosciuti. Sei un doppio temporale dell’altro Capitano, questo posso percepirlo. Hai realizzato che la tua missione è destinata a fallire?

-Per un attimo pensavo di sì. Ma forse non avevo capito qual era la mia missione. – risponde Capitan Marvel, e non appena inizia a fluttuare Thanos pregusta già una nuova battaglia.

Con sua enorme sorpresa, invece, Capitan Marvel batte in ritirata alla massima velocità.

-Hm. Chiaramente l’ho sopravvalutata. Tipico dei terrestri. Ma non ha importanza... morirà come tutti gli altri, non appena avrò oltrepassato la barriera.

 

Dall’altro lato della base

Capitan Marvel atterra di fronte al corpo privo di sensi di Hyperion. Si accerta che sia ancora vivo, anche se non ha un bell’aspetto... ci metterà molto tempo prima di rimettersi in piedi.

-Non è stato molto carino, sai? Non mi piace quando non mi lasciano parlare! – interviene una voce dall’ombra.

-Nemesi! Come hai fatto a entrare!?

-La mia spada può tagliare il tempo, secondo te una barriera è un problema? Ci è solo voluto un po’ più del previsto senza i tuoi super-muscoli. Cosa che non sarebbe successa se non mi avessi lasciata indietro! – si lamenta Nemesi, quando qualcosa scuote nuovamente l’intera base.

-Thanos? – chiede.

-Thanos. – annuisce Capitan Marvel.

-Ouch. Meno male che sono già morta!

-Ascolta, devo capire una cosa, e non abbiamo molto tempo. Quindi per favore per una volta nella tua vita prova a darmi una risposta diretta che abbia senso, va bene?

-Posso solo promettere di provarci. – alza le spalle Nemesi.

-La prima volta che abbiamo combattuto Thanos e mi hai trafitta con la spada hai fatto sì che potessi cambiare la storia, non è così?

-Ho reciso i fili del destino che ti legavano, sì. – annuisce Nemesi.

-Non ti chiederò come facevi a sapere che sarebbe successo.

-Sono l’incarnazione della giustizia divina!

-Ecco, appunto per questo non te lo chiedo. Se tu mi colpissi una seconda volta nello stesso modo, che cosa succederebbe?

-Hmm, è un po’ difficile. Sono morta così tante volte che il mio cervello è un po’ scombussolato.

-L’avevo notato. Allora, cosa succederebbe!?

-Niente, probabilmente. Oppure creeresti un paradosso temporale che distruggerebbe tutta la vita dell’universo. Una delle due cose, diciamo cinquanta e cinquanta?

-Stai scherzando, vero?

-Senti non è proprio una scienza esatta, va bene? Ma potrebbe causare una reazione a catena tra le forze del destino che finirebbe col crescere sempre di più. Probabilmente ci vorranno anni per...

-Non è stato Thanos a distruggere tutta la vita. Sei stata tu. – realizza Capitan Marvel.

-“Sarò stata” io, tecnicamente. Non l’ho ancora fatto. – la corregge Nemesi.

 

Nel frattempo

L’impatto con la barriera nera è doloroso; anche se in questa iterazione Capitan Marvel non soffre della ferita che le aveva procurato Nemesi, combattere da sola contro Thanos sarà comunque un suicidio: per colpa della barriera ha poco spazio di manovra.

-Una tecnologia interessante. Chiaramente ispirata dalla barriera un tempo usata dagli Inumani per isolare Attilan – commenta Thanos, fluttuando in superficie con le mani dietro la schiena, con l’interesse di chi sta semplicemente osservando un’opera d’arte.

-Non ho finito con te!!! – grida Capitan Marvel, volando verso Thanos . Lei è pronta ad una battaglia, ma lui si limita ad afferrarla per la testa... la sua mano è così grande da tenerla in palmo... e sbatterla con violenza contro la barriera. Per poi rifarlo una seconda, e una terza volta.

-Buona resistenza. Mi chiedo cosa cederà prima, il tuo cranio o la barriera. Anche il tuo predecessore non era alla mia altezza, Capitano, ma Mar-Vell comprendeva il proprio ruolo nel grande ordine cosmico. Tu, invece? Tu sei ancora convinta che le cose più insignificanti di questo universo... dovere, famiglia, amicizia... abbiano un senso. Ma come tutte le forme di vita, il tuo unico scopo in questa realtà, l’unica cosa che interessa all’universo,  l’unica cosa che sei obbligata a fare... è morire.

Thanos lascia la presa, e Capitan Marvel cade a peso morto.

-Proxima. E’ tempo di lasciare questo...

-Credi... di sapere... che cosa sono? – chiede Capitan Marvel, raccogliendo tutte le forze per rialzarsi in piedi. Chiaramente spossata, fissa Thanos negli occhi. La sua pelle diventa rosso brillante ed i suoi capelli diventano di fuoco.

-Sono una batteria, idiota – dice Capitan Marvel, colpendo Thanos con un gancio destro sul suo grottesco mento viola. Ma a differenza della volta precedente, non solo Thanos sente il colpo: è ora il turno del Titano di sentirsi travolto da un uragano, perché il pugno lo scaglia dall’altra parte della Zona Blu.

-E mi hai appena ricaricata!!! – grida Capitan Marvel, ora avvolta dal potere che un tempo la rendeva Binary, volando alla velocità del suono verso Thanos.

 

Dall’altro lato della base

Capitan Marvel afferra Nemesi per il collo e la solleva da terra: impiegherebbe una minima frazione della sua forza per spezzarla in due.

-Pensavo che fosse tutta colpa di Thanos! Invece non sarà lui a distruggere tutta la vita dell’universo, sarai tu!!!

-In mia difesa, non ho ancora fatto niente. – risponde Nemesi.

-E’ tutto uno scherzo per te!? Hai idea di che cosa ho visto nel futuro? Non era rimasto niente, capisci? Niente! E’ stata colpa tua se Thanos è scappato da questa base, ed è colpa della tua maledetta spada se moriranno tutti!

-E uccidermi impedirà che succeda di nuovo?

-Sì! Non lo so! Forse! – risponde Capitan Marvel, lasciandola andare e dando un pugno al muro più vicino per scaricare un minimo di tensione.

-Odio queste schifezze mistiche ed odio i viaggi nel tempo! E l’unica persona che può aiutarmi ha il cervello completamente andato! Niente di tutto questo ha un senso!

-Come credi che mi senta io ogni volta che muoio?

Nemesi si ferma a mezz’aria, e Capitan Marvel deve tornare indietro per lei. Nonostante il suo volto sia completamente coperto dalla maschera, Carol capisce subito che è turbata da qualcosa.

-Nemesi...

-Ho più di centoventi anni, Carol. Non so neanche più quante volte sono morta. Ed ogni volta che torno... dentro di me non c’è più spazio per la mia umanità. La spada ha quasi completamente rimpiazzato la mia anima con la sua energia.

-Quale energia?

-La spada è viva. Non mi hai mai vista parlarci?

-Credevo fosse perché sei pazza.

-Te l’ho detto, più muoio e più la spada prende il mio posto. Secondo te quanto è capace una spada di imitare la psiche umana?

-Non molto?

-Non molto!!! Sono più spada che donna adesso. Una spada non può fare altro che combattere... ma una spada non può scegliere chi l’impugnerà. Capisci?

-Neanche un po’. Ma so qualcosa delle spade magiche e credo di averti conosciuta abbastanza: sei pazza, Nemesi, ma sei un’eroina. Non ho bisogno dell’incarnazione della giustizia, adesso, ho bisogno della donna che impugna la spada.

-Non sono mai stata brava a fare l’eroina. – ammette Nemesi, per poi conficcarsi con tutta la forza che ha la spada nel cuore.

-Nemesi!!!

-Ma sono bravissima a... morire... – dice crollando a terra. Carol prova ad afferrarla tra le braccia prima che cada, ma il corpo di Nemesi è diventato intangibile.

-Perché l’hai fatto? Doveva esserci un altro modo!

-Era... era il mio destino. Ora... – aggiunge con un rantolo, mentre entrambe le donne toccano l’elsa della spada.

-...scegli... il... tuo...

Il corpo di Nemesi svanisce come un fantasma, la cui essenza viene assorbita dalla spada.

Capitan Marvel resta a fissare la spada con un miliardo di domande, scossa dai suoi pensieri solo quando la base trema un’altra volta.

Si china per impugnare la spada di Nemesi e la fissa con tutta la rabbia di cui dispone.

-Facciamola finita, Thanos.

 

Nel frattempo

Lo scontro tra Thanos e Capitan Marvel sta procedendo senza esclusione di colpi. La loro battaglia è stata così devastante da aver completamente spazzato via una porzione significativa della base S.W.O.R.D, lasciando entrambi esposti al territorio lunare.

Nonostante sia in netto svantaggio, è riuscita a tenergli testa per molto più tempo di quanto lei stessa credesse possibile.

-Continui a dimostrarmi di averti sottovalutata, Capitano. Un’abitudine affascinante, ed al tempo stesso fastidiosa. Hai intenzione di continuare ad attaccarmi? Di certo sai di non potermi battere.

-Forse no. Ma di certo non uscirai da questa barriera protettiva senza aver fatto i conti con me.

-Hai già dimostrato di poter usare la mia energia contro di me, Capitan Marvel, quindi non ti attaccherò. Mi chiamano il Titano Pazzo, ma Thanos impara dai propri errori.

Gli occhi di Thanos brillano, e per un attimo Capitan Marvel pensa che stia per rilasciare raggi oculari. Invece sembra che non succeda niente, perlomeno non fino a quando Carol inizia a non sentire più le gambe.

-Che stai facendo!? - chiede, abbassando lo sguardo: il suo corpo dalla vita in giù si è tramutato in pietra, e l’effetto si sta espandendo. Mentre lei rilascia la propria energia in un disperato attacco, Thanos spiega con tutta calma:

-Da molto tempo non ricorrevo alla trasmutazione, un dono del mio retaggio Eterno di cui raramente ho bisogno. Ma il ricorso a Gargoyle è stato... di ispirazione.

-Non hai proprio il coraggio di affrontarmi lealmente, vero!? – chiede Capitan Marvel, cercando di mascherare il terrore che raggiunge l’apice ora che anche le sue braccia sono di pietra.

-Come dicevo, imparo dai miei errori. Compresa la necessità di dimostrare la mia superiorità, ma soprattutto l’errore di lasciare in vita fastidiose pedine che possono diventare inaspettati pericoli per i miei piani.

-Sai che ci saranno altri dopo di me – sono le ultime parole che Capitan Marvel può pronunciare prima che la sua bocca diventi di pietra.

-E riceveranno il dono della Morte prima di te, Capitano.

Poco prima che anche il suo cervello diventi di pietra, gli ultimi pensieri trasmessi dai suoi neuroni sono per suo marito e per le sue figlie.

Thanos osserva con soddisfazione la statua di Capitan Marvel, immortalata in una perenne espressione di terrore.

-Ah. Se solo Mar-Vell potesse vederti ora. Forse la sua infantile infatuazione per te gli farebbe apprezzare la bellezza della morte.

-THANOS!!!

Il Titano alza gli occhi: Capitan Marvel sta fluttuando sopra di lui, avvolta in un’aura di energia cosmica e furia. Stringendo con forza una spada.

-Tu ed io abbiamo un conto in sospeso!!!

-Il doppio temporale. Sei la versione futura di questo fallimento, non è così? Se speravi che tornare nel passato avrebbe salvato la tua vita, ti sbagliavi. – le dice Thanos, colpendo la statua di Capitan Marvel con un raggio ottico che la riduce in cenere.

Thanos accenna un sorriso: da quanto conosce dei viaggi nel tempo, questo dovrebbe far svanire il suo doppio temporale. Ma il sorriso cede subito spazio ad un’espressione arcigna quando la seconda Capitan Marvel non mostra alcun segno di volersene andare.

-Peculiare. Quantomeno mi permette di godere di uno dei pochi aspetti positivi di voi eroi terrestri: è sempre possibile uccidervi più di una volta. – commenta Thanos, scagliando un raggio di energia che ha tutta l’intenzione di mettere fina alla vita di Carol.

Invece Capitan Marvel usa la spada di Nemesi per deviare il colpo, che si infrange contro la barriera nera. A testimonianza del suo potere, il colpo è stato sufficiente a renderla rossa per qualche istante: nonostante la sua enorme resistenza, la barriera è arrivata al limite.

-Niente da fare, Thanos. L’ultima volta abbiamo combattuto secondo le tue regole... questa volta facciamo secondo le mie! – risponde Capitan Marvel, volando a tutta velocità verso il titano.

E’ molto più veloce rispetto al loro ultimo scontro: Thanos non se lo aspetta, e Capitan Marvel riesce a conficcare la spada nel suo petto.

Non contenta di aver versato il suo sangue viola, concentra una scarica alla massima potenza all’interno della ferita aperta. E nella Zona Blu si diffonde un suono orribile che ben poche persone nell’universo hanno udito: il grido di dolore di Thanos.

-BASTA!!! – reagisce il titano, colpendo Capitan Marvel con un rovescio.

Nemmeno lei può resistere a così tanta forza, venendo scagliata contro la barriera.

-Umana insolente! Ho ridotto in fin di vita divinità ed araldi di Galactus, pensavi veramente di poter sopravvivere alla furia di Thanos!? – le chiede, lanciando un raggio di energia cosmica di proporzioni a dir poco astronomiche.

La scia di distruzione la investe in pieno, vaporizzando il suolo lunare attorno a lei per poi abbattersi contro la barriera nera... e bucandola.

L’intera barriera si incrina e si spezza come una colossale cupola di vetro, e Thanos ride.

-Finalmente libero! Che l’universo tremi per il ritorno di...

-THANOS!!!

Il Titano alza gli occhi: Capitan Marvel sta fluttuando sopra di lui, avvolta in un’aura di energia cosmica e furia. Stringendo con forza una spada.

-Tu ed io abbiamo un conto in sospeso!!!

-Come hai fatto a...

-L’ultima volta abbiamo combattuto secondo le tue regole... questa volta facciamo secondo le mie! - risponde Capitan Marvel, volando a tutta velocità verso il titano, così sorpreso dalla situazione da lasciarsi trafiggere dalla spada una seconda volta.

-BASTA!!! – reagisce il titano, colpendo Capitan Marvel con un rovescio.

Nemmeno lei può resistere a così tanta forza, venendo scagliata contro la barriera.

-La barriera è di nuovo intatta!? Come hai fatto a...

-THANOS!!!

Il Titano alza gli occhi: Capitan Marvel sta fluttuando sopra di lui, avvolta in un’aura di energia cosmica e furia. Stringendo con forza una spada.

-Tu ed io abbiamo un conto in sospeso!!!

-Come hai fatto a...

Capitan Marvel vola a tutta velocità verso il titano, così sorpreso dalla situazione da lasciarsi trafiggere dalla spada.

-BASTA!!! – reagisce il titano, scagliando un rovescio verso Capitan Marvel... e mancandola, però non è più di fronte a lui ma sopra.

-THANOS!!!

Il Titano alza gli occhi: Capitan Marvel sta fluttuando sopra di lui, avvolta in un’aura di energia cosmica e furia. Stringendo con forza una spada.

-Tu ed io abbiamo un conto in sospeso!!!

-BASTA!!! – reagisce il titano, lanciando una scarica verso Capitan Marvel.

Il Titano alza gli occhi: Capitan Marvel sta fluttuando sopra di lui

-THANOS!!!

-BASTA!!! – reagisce il titano, iniziando ad alzare gli occhi.

-THANOS!!!

Il Titano inizia a pensare di alzare gli occhi.

-THANOS!!!

Il Titano inizia a pensare.

-THANOS!!!

Il Titano resta immobile.

-THANOS!!!

Il Titano resta immobile.

-THANOS!!!

Il Titano resta immobile.

-Thanos? – chiede una voce femminile, muovendo la mano di fronte ai suoi occhi.

Il Titano resta immobile.

 

Capitan Marvel si lascia cadere sulla superficie lunare, completamente stremata.

-Non credevo che avrebbe funzionato.

-Spiegami ancora cosa accidenti hai fatto? – chiede Abigail Brand, la direttrice dello S.W.O.R.D. che ora ha un braccio fasciato e numerosi graffi su tutto il corpo.

-Gli ho passato la spada. Fa parte di lui adesso.

-Sicura che sia stata una buona idea? – chiede la Brand, ispezionando la spada conficcata nel cuore del titano. Thanos non sembra accorgersene, anzi non sembra accorgersi proprio di niente: è completamente congelato tra un secondo e l’altro.

-Meglio se non tocca la spada, Direttrice. La magia è un po’ troppo imprevedibile per i miei gusti.

-Sarà anche magica, ma non capisco come fa una spada ad impensierire Thanos. Voglio dire, è Thanos, che male può fargli?

-Non è esattamente ferito. E’ più intrappolato tra un secondo e l’altro... la spada lo sta rimandando in continuazione indietro di un istante.

-E tu sapevi che sarebbe successo perché...?

-Me lo ha detto una spada magica dopo che è morta.

-...

-Sì, sì, lo so che suona una cosa da pazzi.

-Non discuto mai con i risultati, Danvers. Ottimo lavoro.

-Grazie, Direttrice. Penso che dopo questa mi prenderò qualche giorno di ferie...

-Non è stato un lavoro così ottimo, Danvers.

 

Tre giorni dopo, a 26.000 anni-luce di distanza

Al centro della Via Lattea c’è un vero e proprio mostro cosmico: un buco nero supermassiccio, con una massa oltre 4 milioni di volte superiore a quella del Sole.

Nessuna civiltà interstellare si è mai proclamata proprietaria di questo settore dello spazio, anche se nel corso dei millenni in molte hanno sfruttato una proprietà molto utile dei buchi neri: non c’è niente di meglio per liberarsi di qualcosa.

O di qualcuno.

-Siamo sicuri che funzionerà? – chiede Abigail Brand.

Sta assistendo alla scena ad anni-luce di distanza, su una navicella fornita dai Badoon.

-Più che sicuri. Nonostante la sua potenza incommensurabile, nemmeno mio fratello può sopravvivere al nucleo di una galassia. Credo. – le risponde Eros, attuale reggente di Titano.

-Come “credo”!? – protesta la Direttrice.

-Diciamo che sono sicuro al 99,99%. Ad essere onesto, credo avremmo dovuto farlo tempo fa.

-Finché Thanos era intrappolato nella sua forma di statua emetteva strane energie letali... avremmo potuto scatenare chissà quali ondate di morte se l’avessimo fatto allora. Ma adesso è solo intrappolato tra un secondo e l’altro. – spiega la Brand.

-Secondo la mia iper-vista si sta avvicinando all’orizzonte degli eventi. – commenta Hyperion, aguzzando la vista. Le radiazioni in questa zona sono così possenti che persino i suoi sensi possono esserne annebbiati.

-Siete sicuri di aver preso tutte le precauzioni possibili? Conoscendo mio fratello, non escludo a priori che abbia pianificato una via di fuga. – si preoccupa Eros.

-A bordo ci sono trentacinque strumenti forniti da Reed Richards; i miei uomini hanno compreso il funzionamento solo di cinque, ma lui assicura che rendono impossibile qualsiasi tentativo di spostarlo. – risponde la Brand.

-Ed il Dottor Strange si è occupato delle difese mistiche. Aver lavorato con i Difensori ha i suoi vantaggi. – aggiunge Starlight.

-Avete fatto un ottimo lavoro. Ma anche così... non posso che essere nervoso. – ammette Eros.

-Thanos è appena morto.

A parlare è stato Genis-Vell, ed il suo tono non avrebbero potuto essere più formale. Il suo volto è cosparso di stelle, e la sua espressione è a metà tra il sollievo e la solennità.

-Ne sei sicuro? – chiede Eros.

-La Coscienza Cosmica non mente.

-Wow. Non posso credere che sia davvero finita! – ammette Starlight.

-Peccato che Capitan Marvel non sia qui per apprezzare il momento. Se c’è qualcuno che se lo merita è lei.

-Capitan Marvel è impegnata in una missione della massima priorità. – risponde la Brand.

-Più importante di mettere fine una volta per tutte alla minaccia di Thanos? – chiede Genis.

-Credimi, Genis. Non vorrei essere nei panni chi chiunque decidesse di distrarre Capitan Marvel da questa missione. – aggiunge Abigail Brand.

Con l’accenno di un sorriso beffardo che nessuno dei suoi agenti oserebbe mai sindacare.

 

Queens, New York City

Carol Danvers solleva tre valigie con una mano sola, guadagnandosi una strana occhiata dal tassista, mentre suo marito Dane spinge il passeggino con le due gemelle Jane e Jade.

-Sembra passata una vita dall’ultima volta che siamo stati qui. – commenta Dane quando apre la porta di casa.

-A chi lo dici. – risponde Carol; una volta entrata e lasciate cadere le valigie a terra, afferra il marito e lo trascina verso di sé.

-E questa volta non basterà la fine del mondo per portarmi lontana da casa. – dice prima di baciarlo.

-Allora spero che tu non ne abbia un’altra in programma. – commenta Dane.

-Con il lavoro che facciamo, è già tanto se il pianeta non è in pericolo per un paio di settimane. Anche se, con Thanos sparito e Proxima di nuovo sotto chiave con la sua gang di squilibrati, magari avremo un po’ di pace.

-Ci credi davvero?

I due stanno per baciarsi una seconda volta, quando qualcosa li distrae. Poco dopo, entrambi estraggono da cintura e borsetta una communicard dei Vendicatori che sta inviando un segnale di emergenza.

-Spero proprio di no! Non sono il tipo da restare a casa a fare la casalinga.

-E secondo te perché ti ho sposata?

-Qui Capitan Marvel. Pronta all’azione, come sempre. – dice Carol Danvers rispondendo alla chiamata.

 

 

FINE ?

 

Note

Si ferma qui l’attuale run. Definirla regolare è un eufemismo, dato che Carol non è stata l’unica ad impiegare mesi e mesi per vedere la fine della saga, ma sono assolutamente certo che rivedremo Capitan Marvel su altre pagine di Marvel IT.

 

 

 

 

[1] nel numero 11